LE DONNE NELLA STORIA DI CITROËN: MADAME CITROËN | Media Citroën Italia

LE DONNE NELLA STORIA DI CITROËN: MADAME CITROËN

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Mer, 20/03/2019 - 09:30

La Parigi degli anni ’10 non era certo luogo dove ci si annoiava facilmente ed il giovane André Citroën, ingegnere e imprenditore, ogni sera si rilassava tra i balletti russi al teatro Chatelet, il tavolo da baccarà e le faraoniche puntate all’Automobil Club, di Place de la Concorde, di cui era membro dal 1908.

André era quel che si direbbe uno scapolo d’oro, sino al giorno in cui incontrò l’amore della sua vita: si chiamava Giorgina Bingen.



Nella biografia di André Citroën, Jacques Wolgensinger ce la descrive come una bella ragazza ventunenne, con “sotto alle sopracciglia che disegnavano un arco perfetto, occhi meravigliosi di colore chiaro con riflessi verdi e goccioline dorate, come il sole in un profondo lago di montagna. Un viso ovale, con gote e mascelle ben marcate, una fronte alta, un naso lungo e fine, una bocca larga sempre sorridente, dal labbro superiore sottile e quello inferiore più carnoso al centro, con una punta di avida golosità. I suoi lunghi capelli castani dalle sfumature alburnee erano rialzati in una doppia crocchia che liberava una nuca tenera e sottile”.

André non notò subito Giorgina, intimorito com’era dalla figura della madre, Laura-Gingiditta, altera (e austera) bellezza, cui corrispondeva un altrettanto severo carattere.


Fu al secondo incontro con la famiglia Bingen, a Deauville, che André Citroën si accorse di Giorgina che preferiva restare, non solo in senso figurato, all’ombra della madre e fu un autentico colpo di fulmine: Giorgina era vestita di bianco, con un grande cappello a campana, come richiedeva la moda appena lanciata da Gabrielle Chanel.

I due si piacquero subito e Giorgina non fece nulla per scoraggiare le avance del giovane industriale, visto che di André le piaceva tutto: l’audacia, la passione per la libertà e lo spiccato senso dell’umorismo perché, come diceva Mozart, “diffido delle persone che non ridono mai, non sono persone serie”!

Ma il giovane André non cercava un’avventura: aveva troppo rispetto per le donne, dopo esser cresciuto a stretto contatto con la madre e le sorelle: Fu così che il 26 maggio del 1914 André Gustave Citroën e Giorgina Bingen firmarono il contratto di matrimonio, registrato dai notai parigini Dufour e Delapalme, ponendo in comune i beni acquisiti dal quel giorno in avanti. Giorgina Bingen era la signora Citroën!

Il matrimonio civile e quello religioso furono celebrati rispettivamente il 27 e 28 maggio e la coppia si trasferì nel lussuoso appartamento acquistato a Passy, vicino a quello dei coniugi Bingen, genitori di Giorgina e dei fratelli Mors, la cui azienda di automobili era all’epoca diretta proprio da André Citroën.

L’idillio non durò molto: il 28 giugno, a Sarajevo, Gavrilo Princip assassinava l’arciduca Francesco Ferdinando e la moglie, duchessa Sofia von Hohenberg, dando fuoco alle polveri della Prima Guerra Mondiale. A seguito della mobilitazione nazionale del 1° agosto, André Citroën era chiamato alle armi.

André restò poco tempo al fronte: venne richiamato assieme agli altri industriali di Francia per contribuire allo sforzo bellico ed ebbe l’idea di proporre allo Stato la creazione di una fabbrica per la produzione di granate, di cui l’esercito e la marina avevano disperato bisogno. La sua proposta fu accettata solo parzialmente, perché gli venne negato il finanziamento necessario.

A questo punto intervenne la famiglia della moglie, i Bingen, di origine italiana (Genova), banchieri, che avrebbero fornito al giovane André il danaro necessario ad acquistare quel terreno al quai de Javel, quasi sotto la Tour Eiffel, che sarebbe stato edificato a tempo di record per la produzione di granate, prima, e di automobili, dal 1919, a guerra finita.

Ma Giorgina in quel gennaio 1915 fece un altro grande regalo ad André, comunicandogli l’arrivo della loro prima figlia che nacque l’11 settembre successivo: era arrivata Jacqueline Citroën che sarà seguita, nel 1917, da Bernard. Nel 1919 arriverà Maxime, nel 1924 nascerà Solange che sfortunatamente morirà l’anno successivo, evento che segnò permanentemente la coppia, unendola forse ancor di più.

A seguito della perdita della piccola Solange, André e Giorgina passarono assieme quanto più tempo possibile. Giorgina divenne in breve tempo la “responsabile dello stile dei nuovi modelli”, nel senso che ogni proposta o progetto era sottoposta dallo stesso André al suo giudizio e fu proprio lei, Giorgina, a riconoscere il genio di Flaminio Bertoni quando questi fu chiamato ad ingentilire le forme delle “Rosalie” con piccoli e sapienti interventi alla calandra e ad altri dettagli.

Per non parlare dell’entusiasmo con cui Giorgina “approvò” il design della Traction Avant, vero capolavoro di Bertoni che sarebbe uscita nel 1934.

Dopo una breve malattia, nel mese di luglio del 1935, André Citroën moriva a Parigi con accanto Giorgina ed i figli Jacqueline, Bernard e Maxime. Dal gennaio dello stesso anno la proprietà dell’azienda a cui aveva dato il nome era passata alla famiglia Michelin. Giorgina rimase accanto ai figli, lontano dai riflettori e dalla vita mondana cui era abituata. Morirà a Parigi il 20 febbraio del 1955.

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